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I Cecchini del Weekend

 

Durante l’assedio di Sarajevo (1992-96) ricchi stranieri provenienti da tutti i Paesi occidentali, tra questi molti italiani, hanno pagato somme ingenti per affiancare i cecchini dell’esercito serbo bosniaco e sparare alle persone inermi nella capitale Sarajevo. Nelle testimonianze raccolte nel libro è stata ricostruita l’organizzazione, come avvenivano i “safari”, nonché le tariffe che venivano pagate dai “clienti-cecchini”, per sparare ai bersagli umani. Ciò che emerge è che il trofeo più ambito dai “cacciatori” erano i bambini. Ne I Cecchini del Weekend sono contenute testimonianze da parte di fonti attendibili, accompagnatori e testimoni mai ascoltate prima che delineano il “fenomeno” in tutta la sua completezza, dall’organizzazione allo svolgimento. Scopriamo così che i clienti erano ricchi italiani, professionisti, o imprenditori e qualcuno di loro frequenta ancora oggi i programmi Tv, che potevano permettersi di pagare il corrispettivo del costo di un appartamento di oggi per passare un weekend a sparare alla popolazione civile bosniaca per poi tornarsene a casa loro impuniti.

Una delle frasi da usarsi al telefono

era “Cervi per gli Arcieri”, al che l’Arciere contattato, se non

interessato, poteva passare parola a un altro, oppure contattava

direttamente l’agenzia, o un agente della stessa, quindi andava

l’accordo. Un amico agente italiano mi ha detto che al gioco, da

fine ’91 al ’95, hanno partecipato circa 230 “Arcieri” italiani; dalla

Francia e dal Belgio un po’ meno, alcuni dalla Svizzera e alcuni

anche dall’Austria

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